gac

FacebookPinterestTwitterYoutube

europaministeroregionefep

Comune di Ischitella

Ischitella è situata sul versante nord del Gargano, domina il lago di Varano e il mare Adriatico dall’alto dei suoi 314 metri sul livello del mare, e alle spalle è circondata dai boschi della Foresta Umbra.
Il territorio comprende un’ampia zona pianeggiante verso il lago di Varano, una zona di bassa collina e una zona collinare di maggiore altitudine, coperta da macchia e boschi. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano. Al territorio comunale appartiene la località balneare Foce Varano caratterizzata da una ricca macchia mediterranea.
Brevi cenni storici. Il nome del paese deriva da “ischio” (quercia), infatti sullo stemma del comune è rappresentato un albero.
La prima notizia storica che parla di Ischitella si ha intorno al 970 quando l’imperatore Ottone I scoraggiò un gruppo di mussulmani intenti a compiere delle scorrerie sui paesi limitrofi. Successivamente, il nome della cittadina è presente su una bolla papale; nel 1508 papa Stefano IX pone sotto la sua protezione l’abazia di Calena (Peschici) e la cella benedettina di San Pietro in Cuppis poco distante da Ischietella.
Il centro storico di Ischitella presenta una struttura urbanistica molto regolare ed ha una forma ovale, con numerose stradine strette e tipiche dei centri difensivi medievali. Il terremoto del 31 maggio 1646 distrusse quasi completamente il paese; a tal motivo le costruzione presenti oggi del centro storico risalgono in gran parte a un periodo posteriore al 1646. Sono tuttavia ancora presenti le torri di difesa medievale che rafforzavano la cinta muraria. Particolare importanza storica è rappresentata dal Palazzo De Cata (o palazzo baronale) distrutto dal terremoto e ricostruito ad opera del principe Francesco Emanuele Pinto (ora noto come palazzo Pinto o Ventrella). Francesco Emanuele Pinto ristrutturò ciò che era rimasto del vecchio castello e costruì dalle fondamenta l’ala nord e ovest del palazzo. Nel 1804 il palazzo fu danneggiato da un grande incendio e poi ristrutturato dalla famiglia Ventrella. Ancora oggi è possibile ammirare i grandi saloni del palazzo con i soffitti decorati e arredati con mobili d’epoca.
Luoghi di interesse storico e leggendario.
Particolare importanza è rappresentata dalla chiesa di Sant’Eustachio eretta nel settecento dal principe Pinto sulle rovine della porta grande della città crollata dopo il terremoto. È noto che una copia identica di questa chiesa è presente anche a Roma, inoltre la chiesa di Sant’Eustachio è collegata al castello Ventrella tramite dei cunicoli segreti, permettendo così ai nobili del tempo di potersi spostare senza essere visti dalla popolazione. La leggenda di Sant’Eustachio narra che i pirati saraceni giunti a Ischitella per saccheggiarla trovarono davanti alla porta di accesso del paese un gigante con il bastone; i saraceni sorpresi chiesero al gigante se la città era abitata da altre persone della sua stessa stazza, allora il gigante rispose che era stato scelto come sentinella per avvisare la popolazione da eventuali assalitori proprio perché era il più debole del paese; a quel punto i saraceni spaventati rinunciarono all’assalto di Ischitella. Sant’Eustachio, patrone della comunità è festeggiato il 20 maggio.
Ex Convento di San Francesco, inizialmente in questa località sorgeva una piccola cappella dedicata a San Michele Arcangelo donata dal signore del tempo, Matteo Gentile, al Santo Francesco in pellegrinaggio sul Gargano intorno al 1330. Dalla visita del Santo trae origine la leggenda dell’albero di San Francesco. San Francesco passando per il paese si inginocchio per pregare e chiedere al Signore che in quel luogo venisse eretto un convento in suo nome. Piantò a terra il suo bastone e miracolosamente germogliò un pino maestoso. La gente del paese meravigliata del fatto miracoloso si fermava ogni giorno ad ammirare l’albero e ringraziare il Signore per il prodigio ricevuto. Il demonio ingelosito decise di distruggere il segno del miracolo, una notte creò una bufera di vento con il movimento delle sue ali che abbatté il maestoso albero. San Francesco di ritorno da Monte Sant’Angelo vide distrutto il suo segno miracoloso e pregò il Signore, lentamente il pino si addrizzò ma la chioma si interrò e le radice rimasero in aria. Le radici germogliarono e produssero una chioma foltissima. Questo albero oggi esiste ancora ed è oggetto di devozione della popolazione.
La chiesa di Santa Annunziata, meglio conosciuta come Chiesa del Crocifisso di Varano, costruita nel X secolo e ampliata nel XVI secolo, situata sulle rive del lago di Varano, nella zona appartenente alla cittadina medievale di Bayranum, spopolata nel 500 e poi scomparsa. A testimonianza della cittadina restano la cinta muraria e le due torri poste all’ingresso della frazione di Foce Varano costruite nel 1225. Il culto del Crocifisso di Varano risale al 1717 quando in seguito a un grave periodo di siccità che colpì il paese, la gente invocò aiuto al Crocifisso e subito dopo si verificò una pioggia che salvò la popolazione. La ricorrenza del 23 aprile si riferisce proprio a uno di questi eventi di pioggia miracolosa ripetutasi poi nel 1899 e nel 1948. Fino al 1924 in occasione delle processioni del Crocifisso i “disciplinanti” (gruppo di fedeli) in segno di penitenza si percuotevano la schiena di ferite; è tradizione che allo spuntare del primo raggio di sole del 23 aprile il Crocifisso esca dalla Chiesa dell’Annunziata per essere portato verso il paese. Oggi anche se in maniera ristretta tale processione esiste ancora ed è possibile ripercorrere il tragitto a piedi nei giorni che precedo la festa.

Ricorrenze di paese:
23/4: Festa del Crocifisso di Varano
20/5: Festa di Sant’Eustachio
23/8: Sagra del cozze (sfilata dei Sandali sul Lago di Varano)

StampaEmail

Il sito utilizza cookies di terze parti. Per approfondimenti clicca il link INFO To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information