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La Laguna di Varano

La Laguna di Varano
(L.Cilenti - T. Scirocco)

tramonto varano lbLa laguna di Varano presenta una forma vagamente trapezoidale, ed ha una superficie di 6500 Ha, è separata dal mare da un tombolo dunoso "Isola barriera" denominato localmente Isola lungo circa 10 Km e largo mediamente 800 m. L'isola è ricoperta da una vegetazione tipica della macchia mediterranea. La laguna è tenuta in comunicazione con l'antistante mare Adriatico tramite due canali, uno posto all'estremo occidentale foce Capoiale, e l'altro all'estremo orientale foce Varano dell'Istmo dunoso.

 

Nelle acque della laguna vengono convogliati attraverso i canali di San Francesco e San Antonino posti nell'area sud orientale del bacino i reflui trattati dei comuni di Cagnano Varano e Carpino. Nella località Muschiaturo è presente l'idrovora Muschiaturo, con cui è possibile la raccolta delle acque di drenaggio dei terreni dell'omonima località, per gigettarle in laguna.

Le direzioni prevalenti dei venti che interessano l'area sono quelle riferibili al IV quadrante. In autunno ed in inverno hanno buona rilevanza anche i venti del II e del III quadrante. I profili di temperatura ed ossigeno rilevati negli ultimi dieci anni (1999-2007) evidenziano un comportamento che segue le vicende metereologiche, ovvero una omogeneità termica e di contenuto di ossigeno lungo la colonna d'acqua nelle stagioni autunno-inverno, ed una stratificazione termica e di ossigeno abbastanza accentuata nella tarda primavera e nell'estate. Il comportamento salino delle acque della laguna mostra una distribuzione omogenea lungo la colonna d'acqua durante l'intero anno.

Fa eccezione la zona centrale del lago la più profonda, dove si rilevano concentrazioni saline più alte rispetto alla superficie nelle stagioni autunno inverno e rispetto a quelle primaverili estattive (Spagnoli et al. 2002, e Specchiulli et al. 2008) . In generale la salinità delle acque varia tra 24 e 35 per mille. La Laguna nel corso degli anni ha subito diversi interventi di bonifica. I principali e più importanti hanno riguardato, l'apertura e modifica delle bocche di foce Capojale (1860) e di foce Varano (1917) e la costruzione di un banchinaggio lungo quasi tutto il periplo dello specchio d'acqua finanziato nel 1953 dalla Cassa del Mezzogiorno. Il mantenimento di questo peculiare ambiente lacustre è stato, infatti, ottenuto con il lavoro periodico dell'uomo, soprattutto sulla struttura ed il funzionamento delle due foci che costituiscono un importante fattore per la sopravvivenza di tale ecosistema. A tal proposito, è importante considerare come prima dei lavori di sistemazione delle due foci, nella laguna affioravano isole di acque dolci provenienti dall'entroterra, all'interno delle quali erano presenti specie ittiche tipicamente ducliacquicole come la Tinca (Tinca tinca) (Cannaviello, 1914). Le acque della laguna sono alimentate, oltre che da quelle marine, anche da di acque dolci sotterranee provenienti dal bacino imbrifero del massiccio calcareo del Gargano. Queste acque sotterranee scaturiscono in numerose sorgenti costiere (Bagno, Irchio, Ospedale, S. Nicola, Coccia, Pannoni) e subacquee, dette localmente "Pozzacchi" (ne pressi delle località di Irchio, Bagno e San Nicola Imbuti.

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